RICERCATI RACCONTA, DOTT. PROFOPOL e ossimoro vita/morte

Marco De Sario

4/28/20261 min read

Vincenzo Campanile è un anestesista e rianimatore di 53 anni originario di Monfalcone. Nell'ultimo periodo ha lavorato per alcuni giorni al pronto soccorso dell'ospedale di Merate, in provincia di Lecco.
Qual è il problema? Beh, nessuno se non che sia stato condannato in appello a 17 anni e 3 mesi di carcere dalla Corte d'Assise di Trieste. Protagonista di nove episodi di omicidio volontario legati a morti sospette di pazienti anziani soccorsi dal 118 tra il 2014 e il 2018 nel territorio triestino. Secondo l'accusa sarebbero state somministrate dosi eccessive di farmaci sedativi. Ha sempre respinto le accuse, sostenendo di aver praticato sedazioni palliative. E' atteso il ricorso in Cassazione. Formalmente può esercitare la professione in quanto in attesa del terzo grado di giudizio. Paradossale direte voi, ma l'ossimoro più grosso è il fatto che il dottor "Profopol" si sia giustificato affermando di aver posto fine alle sofferenze dei poveri anziani. Il consenso di ciò tuttavia non è mai avvenuto quindi di fatto si tratta di veri e propri omicidi.
Anzi, il numero di morti basterebbe a definirlo un serial killer, ma il suo modus operandi ha generato non pochi dibattiti. L'eutanasia difatti rappresenta in Italia un argomento molto delicato e controverso. La situazione di Campanile è sicuramente divisiva, ma il fatto che possa ancora esercitare la professione nonostante svariati omicidi a carico rappresenta un buco notevole, l'ennesimo, nella burocrazia italiana, composta da ossimori e paradossi.

SCRITTO DA MARCO DE SARIO PER “RICERCATI”